21 ottobre 2018 – Dalle 7:00 alle 21:00

Informazioni sul voto

Informazioni generali

Il 21 ottobre si vota per il rinnovo del Consiglio provinciale della Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige.

Saranno eletti trentacinque consiglieri provinciali, che ricopriranno automaticamente anche la carica di consigliere regionale. Il/La Presidente della Provincia non viene eletto direttamente dal popolo, ma dal Consiglio provinciale fra i propri componenti, con votazione per appello nominale e a maggioranza assoluta, nonché sulla base di una dichiarazione di governo, che comprende anche il numero dei componenti della Giunta provinciale.

Con la legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14, è stata introdotta una legge elettorale organica, che assorbe le leggi tecniche di volta in volta emanate nel corso delle precedenti legislature.

In nessuna lista di candidati un genere (uomo/donna) potrà essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati complessivamente indicati nella lista.

Il numero minimo di persone candidate in lista è pari a 12, il numero massimo è pari a 35.

Anche in questa tornata elettorale è previsto il voto per corrispondenza per i/le residenti all’estero e per gli elettori/le elettrici temporaneamente dimoranti fuori provincia, che ne facciano richiesta.

Il legislatore provinciale ha, inoltre, confermato ed in parte rivisto una serie di norme che riguardano la fase successiva allo spoglio dei voti e si concentrano sull’attività che si svolge in Consiglio provinciale.

Si segnala in particolare che la composizione della Giunta provinciale - organo di governo - rispecchierà la proporzione dei generi (uomo/donna) esistente in Consiglio provinciale al momento della sua costituzione, dopo la proclamazione delle persone elette.

La Giunta sarà composta da almeno 7 ed al massimo 10 persone, oltra al/alla Presidente. Per ricoprire la carica di Presidente o assessore è stato fissato il limite temporale di 15 anni oppure di tre legislature consecutive, cui dovrà seguire necessariamente una pausa di almeno 4 anni.

Per eleggere il/la Presidente della Provincia i singoli partiti o raggruppamenti politici dovranno necessariamente presentare, oltre alla candidata o candidato prescelto, una dichiarazione di governo. È previsto inoltre l’istituto della sfiducia costruttiva, che, insieme alla mozione di sfiducia, prevede la possibilità per il Consiglio provinciale di eleggere una candidata o un candidato alternativo al/alla Presidente in carica, approvando un programma alternativo di governo. Il tetto alle spese per la propaganda elettorale ammonta a 30.000 euro a candidato/candidata.

Sistema elettorale

Il Consiglio provinciale è eletto con sistema proporzionale e a suffragio universale diretto e segreto.

Assegnazione dei seggi

Per l’assegnazione del numero di consiglieri a ciascuna lista, si divide il totale dei voti validi riportati da tutte le liste per il numero dei consiglieri, con l’aggiunta di due, ottenendo così il quoziente elettorale. Nell’effettuare la divisione si arrotonda l’eventuale parte frazionaria all’unità superiore. Ad ogni lista sono attribuiti tanti seggi quante volte il quoziente elettorale risulta contenuto nella cifra elettorale (ossia, la somma dei voti validi) della lista stessa.

Se, con il quoziente elettorale calcolato come sopra, il totale dei seggi da attribuire alle varie liste supera il numero previsto di consiglieri provinciali, le operazioni si ripetono con un nuovo quoziente elettorale ottenuto diminuendo il divisore di una unità.

Se, dopo il primo riparto, risultassero seggi non attribuiti, l’Ufficio elettorale centrale sceglie, tra le cifre dei voti residui di tutte le liste, le più alte, in numero uguale ai seggi rimasti da assegnare (seggi residui) e attribuisce un ulteriore seggio a ciascuna delle liste alle quali appartengono tali cifre dei voti residui. A parità di cifre dei voti residui il seggio è attribuito alla lista che ha la maggiore cifra elettorale e, in caso di ulteriore parità, per sorteggio. A queste operazioni partecipano anche le liste che non hanno raggiunto il quoziente elettorale intero.

Quota ladina in Consiglio provinciale

L’Ufficio elettorale centrale:

  • dispone in una graduatoria, in ordine decrescente secondo la cifra individuale, tutti i candidati e le candidate appartenenti al gruppo linguistico ladino, a prescindere dalla lista di appartenenza; in caso di parità di cifra individuale è collocato prima il candidato più giovane.

Al candidato appartenente al gruppo linguistico ladino che ha ottenuto la più alta cifra elettorale individuale, ma che non risulta eletto è assegnato in ogni caso un seggio. Tale candidato viene a prendere il seggio di colui che, sulla base della graduatoria delle cifre individuali, dovrebbe essere l’ultimo degli eletti della lista di appartenenza.

Nel caso in cui a nessuna lista con un candidato appartenente al gruppo linguistico ladino venga attribuito un seggio, viene assegnato un seggio al candidato di questo gruppo linguistico che ha ottenuto la più alta cifra individuale.

Tale seggio viene individuato, in deroga alle cifre elettorali di lista, nel modo seguente e sottratto alla corrispondente lista:

  1. nel caso in cui tutti i seggi fossero stati assegnati nel primo riparto il seggio assegnato alla lista con la più bassa cifra elettorale di lista, oppure
  2. nel caso in cui sia stato effettuato un secondo riparto dei seggi sulla base delle cifre dei voti residui, il seggio assegnato sulla base della cifra dei voti residui più bassa.

Sono chiamati ad esprimere il proprio voto le cittadine e i cittadini che alla data del 21 ottobre 2018 hanno compiuto i 18 anni, sono iscritti nelle liste elettorali, alla data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali sono residenti nel territorio della regione Trentino-Alto Adige da un periodo ininterrotto di quattro anni e nel quadriennio hanno maturato il maggior periodo di residenza nel territorio della provincia di Bolzano.

Nella giornata delle votazioni (21 ottobre 2018) i seggi restano aperti dalle ore 7:00 alle ore 21:00. Le operazioni preparatorie all’insediamento del seggio vengono svolte il pomeriggio del giorno prima (sabato 20 ottobre).

Le cittadine e i cittadini devono presentarsi alla sezione elettorale indicata sulla propria tessera elettorale, muniti della tessera stessa e di un documento di riconoscimento.

Chi non è in possesso della tessera elettorale, perché non l’ha mai ricevuta ovvero in caso di deterioramento, smarrimento o furto della stessa, deve rivolgersi agli uffici elettorali comunali, che resteranno aperti dal 19 ottobre al 20 ottobre dalle ore 9:00 alle ore 18:00 e nella giornata del 21 ottobre per tutta la durata delle votazioni. A seconda dei casi, gli uffici elettorali provvederanno al rilascio della tessera, di un duplicato o di un attestato sostitutivo.

Militari

I militari delle forze armate, gli appartenenti a corpi organizzati militarmente al servizio dello Stato e gli appartenenti alla polizia di Stato sono ammessi a votare nel comune in cui si trovano per ragioni di servizio quando abbiano diritto di voto.

Essi possono esercitare il voto in qualsiasi sezione elettorale, con precedenza rispetto agli altri elettori, previa esibizione della tessera elettorale.

Non possono recarsi ai seggi inquadrati o armati.

Degenti nei luoghi di cura

Le persone degenti in ospedali e case di cura aventi diritto di voto sono ammesse a votare presso l’ospedale o la casa di cura.

Le persone interessate devono far pervenire - tramite la struttura di ricovero - al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritte, una dichiarazione scritta attestante la volontà di esprimere il voto nel luogo di cura.

La dichiarazione deve espressamente indicare il numero della sezione elettorale e il numero di iscrizione nella lista elettorale, riportati sulla tessera elettorale; inoltre deve contenere l’attestazione del direttore sanitario del luogo di cura comprovante il ricovero dell’elettore/elettrice.

La dichiarazione deve essere inoltrata al Comune, a cura del direttore amministrativo o del segretario del luogo di cura, non oltre il 3° giorno precedente la data della votazione (ossia, entro il 18 ottobre).

Il Sindaco, appena ricevuta la dichiarazione, rilascia alla persona richiedente l’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi degli elettori degenti.
Le elettrici e gli elettori degenti possono votare presso la struttura di degenza esclusivamente previa esibizione di tale attestazione e della tessera elettorale.

Persone non deambulanti

Le elettrici e gli elettori non deambulanti, qualora la sede della sezione presso la quale sono iscritti non sia accessibile mediante sedia a ruote, possono esercitare il diritto di voto in un’altra sezione del Comune priva di barriere architettoniche (di cui è data indicazione nell’elenco pubblicato); a tale scopo le elettrici e gli elettori devono esibire al seggio prescelto, unitamente alla tessera elettorale, l’attestazione medica dell’Azienda Sanitaria locale (è ammessa l’attestazione rilasciata in precedenza per altri scopi) o copia autentica della patente di guida speciale, purché dalla documentazione esibita risulti l’impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione.

In ogni caso i Comuni sono tenuti ad organizzare un adeguato servizio di trasporto, in modo da facilitare alle persone non deambulanti l’accesso al seggio.

Detenuti

I detenuti non privati del diritto elettorale sono ammessi a votare nel luogo di detenzione.

Gli interessati devono inviare al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti una dichiarazione scritta attestante la volontà di esprimere il voto nel luogo di detenzione.

La dichiarazione deve espressamente indicare il numero della sezione alla quale l’elettore è assegnato e il suo numero di iscrizione nella lista elettorale di sezione, risultante dalla tessera elettorale; inoltre deve contenere l’attestazione del direttore dell’istituto di detenzione comprovante lo stato di detenzione dell’elettore. La dichiarazione deve essere inoltrata al Comune, a cura del direttore dell’istituto di detenzione, non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione (ossia, entro il 18 ottobre).

Il Sindaco, appena ricevuta la dichiarazione, provvede a rilasciare immediatamente ai richiedenti l’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi degli elettori detenuti.

Gli elettori detenuti possono votare esclusivamente previa esibizione di tale attestazione, oltre che della tessera elettorale.

Persone bisognose di assistenza nelle operazioni di voto

Le persone con disabilità, impossibilitate ad esercitare autonomamente il diritto di voto, possono votare con l’aiuto di un accompagnatore volontariamente scelto, a condizione che sia iscritto nelle liste elettorali di un Comune della provincia di Bolzano.

Il certificato del medico, eventualmente richiesto dal/dalla presidente del seggio, è rilasciato dai funzionari medici designati dalle Aziende sanitarie locali. Esso è rilasciato in carta libera, gratuitamente e in esenzione da qualsiasi diritto o applicazione di marche.

In sostituzione del certificato medico i non vedenti possono esibire la tessera di iscrizione all’Unione Italiana Ciechi.

Voto domiciliare

Sono ammessi al voto domiciliare le elettrici e gli elettori affetti da gravissime infermità, tali da rendere impossibile l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano, nonché le elettrici e gli elettori affetti da gravi infermità, che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali che ne impediscano l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano.

Nel periodo compreso tra il 40° ed il 20° giorno precedente la votazione, le persone interessate devono far pervenire al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritte una dichiarazione scritta attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimorano.

La dichiarazione deve espressamente indicare il numero della sezione elettorale e il numero di iscrizione nella lista elettorale, riportati sulla tessera elettorale; alla dichiarazione deve essere allegato inoltre il certificato rilasciato dal funzionario medico designato dai competenti organi dell’Azienda Sanitaria, che attesti l’esistenza delle condizioni di infermità sopra indicate.

Il Sindaco, appena ricevuta la dichiarazione, provvede a verificarne la regolarità e completezza e rilascia ai richiedenti l’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi degli elettori/elettrici ammessi al voto a domicilio.

Residenti all’estero

Hanno diritto di voto le cittadine e i cittadini residenti all’estero, che, alla data dell’emigrazione, erano in possesso dei requisiti previsti per l’esercizio del voto; hanno inoltre diritto di voto i loro figli nati o trasferitisi all’estero e i coniugi di questi ultimi che abbiano acquistato la cittadinanza italiana per matrimonio. Presupposto imprescindibile per l’esercizio del voto è l’iscrizione all’AIRE (registro anagrafico dei cittadini italiani residenti all’estero).

Le elettrici e gli elettori residenti all’estero, iscritti all’AIRE, esercitano il proprio voto per posta. Le modalità di voto sono indicate nell’apposita sezione VOTO PER CORRISPONDENZA.

L’elettore/L’elettrice residente all’estero che desidera fare ritorno in Alto Adige per votare direttamente presso la propria sezione elettorale, deve presentare un’apposita richiesta al Comune di iscrizione.

Entro il 60° giorno antecedente la scadenza dell’attuale legislatura, la cittadina/il cittadino residente all’estero avente diritto al voto riceverà dall’amministrazione provinciale una comunicazione riguardante la data delle elezioni e le modalità di espressione del voto per corrispondenza. Insieme alla comunicazione riceverà inoltre un modulo di opzione, che dovrà compilare e spedire solo se intende esercitare il diritto di voto presso la sezione elettorale del proprio Comune di iscrizione.

Nel caso in cui abbia optato per l’esercizio del voto in provincia, l’elettore/elettrice residente all’estero dovrà presentarsi fisicamente presso la sezione indicata sulla propria tessera elettorale, con la tessera medesima e un documento di riconoscimento.

A partire dal 2013 è stato abolito il contributo, che in precedenza veniva erogato dai singoli comuni a questa categoria di elettori.

Pertanto le cittadine e i cittadini residenti all’estero che decidono di votare in provincia di Bolzano, presso la sezione elettorale del proprio Comune di iscrizione, non avranno diritto ad alcun rimborso o contributo.

Non saranno neppure corrisposte le agevolazioni tariffarie di viaggio, per il solo territorio italiano, in ferrovia o via mare.

Per tutte le informazioni riguardanti il voto delle persone residenti all’estero si invita a visitare l’apposita sezione dedicata al VOTO PER CORRISPONDENZA.

Nella giornata delle votazioni (21 ottobre 2018) i seggi restano aperti dalle ore 7:00 alle ore 21:00. Le operazioni preparatorie all’insediamento del seggio hanno luogo il giorno precedente.

Le cittadine e i cittadini devono presentarsi alla sezione elettorale indicata sulla propria tessera elettorale, muniti della tessera stessa e di un documento di riconoscimento.

Chi non è in possesso della tessera elettorale, perché non l’ha mai ricevuta ovvero in caso di deterioramento, smarrimento o furto della stessa, deve rivolgersi agli uffici elettorali comunali, che resteranno aperti dal 19 ottobre al 20 ottobre dalle ore 9:00 alle ore 18:00 e nella giornata del 21 ottobre per tutta la durata delle votazioni. A seconda dei casi, gli uffici elettorali provvederanno al rilascio della tessera, di un duplicato o di un attestato sostitutivo.

Documenti di riconoscimento ammessi

  1. Documenti di identificazione rilasciati dalla pubblica amministrazione, quali: carta di identità, passaporto, patente di abilitazione alla guida di automezzi, porto d’armi, libretto ferroviario, ecc.;
  2. le tessere di riconoscimento rilasciate dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (U.N.U.C.I.), purché munite di fotografia e convalidate da un Comando militare;
  3. le tessere rilasciate dagli ordini professionali, purché munite di fotografia.

Come compilare la scheda

Nella scheda che viene consegnata ad ogni elettore/elettrice sono riprodotti i simboli (definiti anche contrassegni) di tutte le liste. Il voto viene espresso barrando il simbolo della lista prescelta.

L’elettore/L’elettrice può indicare inoltre, nelle righe poste sulla destra di ciascun simbolo, da una a quattro preferenze (Attenzione: una sola preferenza per riga!). Il voto di preferenza si esercita nel seguente modo:

  • scrivendo il cognome dei candidati/delle candidate
  • se necessario anche il nome dei candidati/delle candidate.

Se il candidato/la candidata ha due cognomi è possibile scriverne solo uno, l’indicazione deve però contenere entrambi i cognomi, e all’occorrenza data e luogo di nascita, quando vi sia possibilità di confusione fra più candidati.

A partire da queste elezioni provinciali non è più possibile esprimere il voto di preferenza indicando esclusivamente i numeri, con cui i candidati sono contrassegnati nella lista, per esprimere il voto di preferenza.

È essenziale che le preferenze, affinché siano valide, si riferiscano esclusivamente ai candidati e alle candidate della lista votata.

Nel 2013 è stata introdotto a livello provinciale il VOTO PER CORRISPONDENZA per due distinte categorie di elettori:

  1. Voto per corrispondenza per le elettrici e gli elettori altoatesini residenti all’estero, iscritti all’AIRE (registro anagrafico dei cittadini italiani residenti all’estero)
  2. Voto per corrispondenza per le elettrici e gli elettori impediti ad esercitare il voto presso il Comune di residenza, in quanto temporaneamente dimoranti fuori provincia.

Voto per corrispondenza per gli elettori residenti all’estero

Le elettrici e gli elettori residenti all’estero, iscritti all’AIRE, esercitano il loro voto per posta.

Entro il 60° giorno antecedente la scadenza dell’attuale legislatura, l’amministrazione provinciale invia alle cittadine e ai cittadini residenti all’estero aventi diritto al voto una comunicazione circa la data delle elezioni e le modalità di espressione del voto per corrispondenza.

Modulo di opzione

Insieme alla comunicazione con l’informativa sul voto per corrispondenza, l’elettrice/l’elettore residente all’estero riceverà anche un modulo di opzione, che dovrà compilare e inviare al proprio Comune di iscrizione solo nel caso in cui intenda fare ritorno in Alto Adige per votare direttamente presso la sezione elettorale del proprio Comune. Il modulo con la richiesta dovrà pervenire al Comune di iscrizione entro e non oltre il 45° giorno antecedente le elezioni (ossia entro il 6 settembre 2018).

La richiesta è valida solamente per la votazione per cui è presentata e, scaduto il termine indicato, non può più essere ritirata. La richiesta può essere consegnata personalmente, inoltrata tramite posta, via fax oppure per posta elettronica e deve contenere, pena il rigetto della stessa, i dati anagrafici e il corretto indirizzo postale della persona richiedente nonché la firma di quest’ultima. La richiesta dovrà essere accompagnata dalla fotocopia di un documento di identità.

Scarica il modulo per l’opzione:

Le cittadine e i cittadini residenti all’estero che decidono di votare in provincia di Bolzano, direttamente presso la sezione elettorale del proprio Comune, non avranno diritto ad ALCUN RIMBORSO O CONTRIBUTO.

Non saranno neppure corrisposte le agevolazioni tariffarie di viaggio, per il solo territorio italiano, in ferrovia o via mare.

Tutti i cittadini e le cittadine residenti all’estero, che non abbiano presentato richiesta per esercitare il proprio diritto di voto in Alto Adige, nel proprio Comune di iscrizione, votano per corrispondenza.

Per chiarimenti riguardo all’esercizio del voto per corrispondenza si rinvia alla sezione MODALITÀ DI ESERCIZIO DEL VOTO PER CORRISPONDENZA.

Voto per corrispondenza per gli elettori temporaneamente dimoranti fuori provincia

Avviso importante

PER POSTA SI VOTA SOLAMENTE AL DI FUORI DEL TERRITORIO PROVINCIALE.

NON È POSSIBILE PRESENTARE UNA RICHIESTA PER ANTICIPARE IL VOTO DA CASA PROPRIA (IN UN COMUNE DELLA PROVINCIA).

NON È POSSIBILE VOTARE PER POSTA DURANTE IL FINE SETTIMANA DEL VOTO (19-20-21/10/2018).

Anche le elettrici e gli elettori impediti ad esercitare il diritto di voto presso il proprio Comune di iscrizione, in quanto temporaneamente dimoranti fuori provincia, possono esercitare il voto per corrispondenza.

L’elettrice/elettore che intende usufruire della possibilità di esercitare il voto per corrispondenza, deve presentare un’apposita richiesta al proprio Comune di iscrizione.

Modulo di opzione

L’elettrice/elettore deve presentare al proprio Comune di iscrizione la richiesta di volere esercitare il voto per corrispondenza (utilizzando eventualmente il modulo di opzione, scaricabile da questo sito). La richiesta deve pervenire entro e non oltre il 45° giorno antecedente la data delle elezioni (ossia, entro il 6 settembre 2018).

La richiesta è valida solamente per la votazione per cui è presentata e, scaduto il termine indicato, non può più essere ritirata; può essere consegnata personalmente, inoltrata tramite posta, via fax oppure posta elettronica e deve contenere, pena il rigetto della stessa, i dati anagrafici e il corretto indirizzo postale della persona richiedente nonché la firma di quest’ultima. La richiesta dovrà essere accompagnata dalla fotocopia di un documento di identità.

Scarica il modulo per l’opzione:

Per chiarimenti riguardo all’esercizio del voto per corrispondenza si rinvia alla sezione MODALITÀ DI ESERCIZIO DEL VOTO PER CORRISPONDENZA

Modalità di esercizio del voto per corrispondenza

PLICO ELETTORALE per l’esercizio del voto

All’elettore/elettrice che vota per corrispondenza viene spedito un plico elettorale, contenente:

  1. un certificato elettorale con i dati anagrafici dell’elettrice/dell’elettore: dal certificato deve essere staccato lungo l’apposita linea il tagliando elettorale;
  2. la scheda di voto;
  3. una busta piccola gialla, in cui inserire la scheda di voto dopo l’avvenuta espressione del voto;
  4. una busta bianca grande preaffrancata (recante l’indirizzo dell’Ufficio elettorale centrale), da utilizzare per la restituzione del tagliando elettorale e della busta piccola gialla contenente la scheda di voto;
  5. un foglio con le indicazioni delle modalità per l’espressione del voto per corrispondenza e le liste dei candidati e candidate.
COME SI VOTA per corrispondenza

L’elettore/L’elettrice esprime il proprio voto sulla scheda elettorale, utilizzando ESCLUSIVAMENTE una PENNA BIRO con inchiostro di COLORE NERO O BLU, pena l’annullamento della scheda.

Nella scheda è riprodotto il simbolo di ciascuna lista. Il voto viene espresso barrando il simbolo della lista prescelta.

L’elettore/L’elettrice può indicare inoltre, nelle righe poste sulla destra di ciascun simbolo, da una a quattro preferenze (Attenzione: una sola preferenza per riga!). Il voto di preferenza si esercita nel seguente modo:

  • scrivendo il cognome dei candidati/delle candidate
  • se necessario anche il nome dei candidati/delle candidate

Se il candidato/la candidata ha due cognomi è possibile scriverne solo uno, l’indicazione deve però contenere entrambi i cognomi, e all’occorrenza data e luogo di nascita, quando vi sia possibilità di confusione fra più candidati.

Non è più possibile esprimere il voto di preferenza indicando esclusivamente i numeri, con cui i candidati sono contrassegnati nella lista.

È essenziale che le preferenze, affinché siano valide, si riferiscano esclusivamente ai candidati e alle candidate della lista votata.

IL VOTO è PERSONALE, LIBERO E SEGRETO. LA SCHEDA E LA BUSTA PICCOLA GIALLA, CHE LA CONTIENE, NON DEVONO RECARE ALCUN SEGNO DI RICONOSCIMENTO!

È FATTO DIVIETO DI VOTARE PIÙ VOLTE E INOLTRARE LE SCHEDE PER CONTO DI ALTRI ELETTORI!

Espresso il proprio voto sulla scheda gialla, l’elettore/elettrice introduce la scheda nella BUSTA PICCOLA GIALLA , che sigilla e inserisce nell’apposita BUSTA GRANDE PREAFFRANCATA, nella quale include anche IL TAGLIANDO elettorale, che comprova l’esercizio del diritto di voto. Di seguito l’elettore/l’elettrice spedisce la busta grande preaffrancata all’Ufficio elettorale centrale, cui la stessa deve pervenire entro e non oltre il venerdì antecedente il giorno della votazione (ossia, il 19 ottobre 2018).

Raccomandiamo agli elettori/alle elettrici di esprimere il proprio voto quanto prima possibile e di spedire immediatamente la busta preaffrancata, affinché essa arrivi in tempo utile all’Ufficio elettorale centrale.

Una volta spedita la busta preaffrancata, per l’elettore/elettrice non sono previste ulteriori operazioni

SPOGLIO DELLE SCHEDE

Tutte le buste pervenute in tempo utile all’Ufficio elettorale centrale (entro il venerdì antecedente la votazione, ossia il 19 ottobre 2018) – dopo una serie di verifiche formali previste dalla legge – saranno consegnate ad appositi uffici elettorali istituiti presso il Comune di Bolzano, i quali procederanno allo spoglio delle schede elettorali in data 21 ottobre 2018, contestualmente alle operazioni di scrutinio affidate alle restanti sezioni elettorali sparse su tutto il territorio provinciale.

AVVISO PER CHI VOTA PER CORRISPONDENZA
IN UNA SEZIONE BEN VISIBILE DEL SITO SARANNO COMUNICATE EVENTUALI VARIAZIONI RIGUARDANTI CONTRASSEGNI O LISTE DI CANDIDATI.
LE VARIAZIONI POSSONO DIPENDERE DA EVENTUALI RICORSI PENDENTI NELL’ARCO DI TEMPO IN CUI AVVIENE LA CONSEGNA AGLI ELETTORI DEL PLICO ELETTORALE OPPURE DA ERRORI DI STAMPA.

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Comunicazione e destinatari dei dati

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Diritti dell’interessato

In base alla normativa vigente l’interessato/l’interessata ottiene in ogni momento, con richiesta, l’accesso ai propri dati; qualora li ritenga inesatti o incompleti, può richiederne rispettivamente la rettifica e l’integrazione; ricorrendone i presupposti di legge opporsi al loro trattamento, richiederne la cancellazione ovvero la limitazione del trattamento. In tale ultimo caso, esclusa la conservazione, i dati personali, oggetto di limitazione del trattamento, potranno essere trattati solo con il consenso del/della richiedente, per l’esercizio giudiziale di un diritto del Titolare, per la tutela dei diritti di un terzo ovvero per motivi di rilevante interesse pubblico.

La richiesta è disponibile alla seguente pagina web: www.provincia.bz.it/it/amministrazione-trasparente/dati-ulteriori.asp

Rimedi

In caso di mancata risposta entro il termine di 30 giorni dalla presentazione della richiesta, salvo proroga motivata fino a 60 giorni per ragioni dovute alla complessità o all’elevato numero di richieste, l’interessato/l’interessata può proporre reclamo all’Autorità Garante per la protezione dei dati o inoltrare ricorso all’autorità giurisdizionale.

Domande e risposte

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Scrutatori/Scrutatrici e presidenti

Per ciascuna sezione elettorale il sindaco/la sindaca nomina un ufficio elettorale composto dal/dalla presidente, da tre scrutatori/scrutatrici – uno/una dei quali, a scelta del presidente, assume le funzioni di vicepresidente - e dal segretario/dalla segretaria. Qualora nella circoscrizione dell’ufficio elettorale di sezione si trovino ospedali e case di cura con meno di 100 posti letto o alla sezione siano affidati compiti di raccolta del voto domiciliare, l’ufficio elettorale è composto dal/dalla presidente, da quattro scrutatori/scrutatrici e da un segretario ovvero una segretaria.

Gli scrutatori, le scrutatrici e il segretario/la segretaria dell’ufficio elettorale di sezione sono scelti, con sorteggio tra le persone che abbiano assolto gli obblighi scolastici.

La scelta del/della presidente dell’ufficio elettorale di sezione avviene con sorteggio tra le persone che:

  1. hanno diritto di voto nelle elezioni provinciali;
  2. sono in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;
  3. sono in possesso dell’attestato di conoscenza delle lingue italiana e tedesca ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, e successive modifiche;
  4. sono in possesso, per i comuni ladini, dell’attestato di conoscenza della lingua ladina ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, e successive modifiche;
  5. sono iscritte nell’albo delle persone idonee all’ufficio di presidente dell’ufficio elettorale.

Non possono assumere le funzioni di componente dell’ufficio elettorale di sezione:

  1. gli appartenenti a forze armate in servizio;
  2. ufficiali sanitari e medici di base;
  3. segretari comunali e dipendenti dei Comuni, addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali comunali;
  4. i candidati e le candidate alle elezioni del Consiglio provinciale.

Tra il 25° ed il 20° giorno antecedenti le elezioni, il responsabile dell’ufficio elettorale, in seduta pubblica, preannunciata due giorni prima con avviso affisso all’albo pretorio del Comune, alla presenza dei rappresentanti di lista, procede:

  1. al sorteggio, per ogni sezione elettorale del comune, del/della presidente, del segretario/della segretaria e del numero necessario di scrutatori e scrutatrici;
  2. alla formazione, per sorteggio, di una graduatoria di nominativi di presidenti, segretari e scrutatori per sostituire le cittadine e i cittadini sorteggiati in caso di eventuale impedimento.

Qualora il numero dei nominativi sorteggiati non sia sufficiente, l’ufficiale elettorale del comune procede a ulteriore sorteggio fra le persone iscritte nelle liste elettorali del comune stesso.

Il sindaco/La sindaca notifica alle persone sorteggiate, nel più breve tempo possibile e non oltre il 15° giorno precedente le elezioni, l’avvenuta nomina.

L’eventuale grave impedimento ad assolvere l’incarico deve essere comunicato, entro 48 ore dalla notifica della nomina, al sindaco/alla sindaca, che provvede alla sostituzione con elettori compresi nell’apposita graduatoria La nomina è notificata alle persone interessate non oltre il 3° giorno precedente le elezioni.

Il trattamento economico dei componenti l’ufficio elettorale di sezione è pari a quello previsto per le elezioni della Camera dei deputati.

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Partiti e candidati

Chi può essere eletto?

Sono eleggibili a consigliere provinciale i cittadini residenti in un comune della regione alla data della pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali, che abbiano compiuto il 18. anno di età entro il giorno dell’elezione e che siano iscritti nelle liste elettorali compilate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modifiche.

Il Consiglio provinciale si compone di 35 consiglieri.

(A) Cause di incandidabilità – (B) ineleggibilità – (C) incompatibilità

A seguire le cause di incandidabilità (individuate dal Decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235)

(articolo 7 della legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14)

Per le cause di non candidabilità alla carica di consigliere provinciale si applicano gli articoli 7, 8, 9 e 14 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

(A) Cause di incandidabilità alle elezioni regionali

(Articolo 7, D.lgs. n. 235/2012 - Incandidabilità)

  1. Non possono essere candidati alle elezioni regionali, e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della giunta regionale, assessore e consigliere regionale, amministratore e componente degli organi comunque denominati delle unità sanitarie locali:
    1. coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale o per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, o per un delitto di cui all’articolo 73 del citato testo unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o per un delitto concernente la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione, la vendita o cessione, nonché, nei casi in cui sia inflitta la pena della reclusione non inferiore ad un anno, il porto, il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti, o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a taluno dei predetti reati;
    2. coloro che hanno riportato condanne definitive per i delitti, consumati o tentati, previsti dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale, diversi da quelli indicati alla lettera a);
    3. coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti, consumati o tentati, previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis, 323, 325, 326, 331, secondo comma, 334, 346-bis del codice penale;
    4. coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione complessivamente superiore a sei mesi per uno o più delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da quelli indicati alla lettera c);
    5. coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non colposo;
    6. coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a) e b), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
  2. Le disposizioni previste dal comma 1 si applicano a qualsiasi altro incarico con riferimento al quale l’elezione o la nomina è di competenza del consiglio regionale, della giunta regionale, dei rispettivi presidenti e degli assessori regionali.
  3. L’eventuale elezione o nomina di coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1 è nulla. L’organo che ha deliberato la nomina o la convalida dell’elezione è tenuto a revocarla non appena venuto a conoscenza dell’esistenza delle condizioni stesse.

(Art. 8, D.lgs. n. 235/2012 - Sospensione e decadenza di diritto)

  1. Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate all’articolo 7, comma 1:
    1. coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati all’articolo 7, comma 1, lettere a), b), e c);
    2. coloro che, con sentenza di primo grado, confermata in appello per la stessa imputazione, hanno riportato una condanna ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per un delitto non colposo, dopo l’elezione o la nomina;
    3. coloro nei cui confronti l’autorità giudiziaria ha applicato, con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
  2. La sospensione di diritto consegue, altresì, quando è disposta l’applicazione di una delle misure coercitive di cui agli articoli 284, 285 e 286 del codice di procedura penale nonché di cui all’articolo 283, comma 1, del codice di procedura penale, quando il divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale.
  3. Nel periodo di sospensione i soggetti sospesi, fatte salve le diverse specifiche discipline regionali, non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata. La sospensione cessa di diritto di produrre effetti decorsi diciotto mesi. La cessazione non opera, tuttavia, se entro il termine di cui al precedente periodo l’impugnazione in punto di responsabilità è rigettata anche con sentenza non definitiva. In quest’ultima ipotesi la sospensione cessa di produrre effetti decorso il termine di dodici mesi dalla sentenza di rigetto.
  4. A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione ai sensi del comma 1 sono comunicati al prefetto del capoluogo della Regione che ne dà immediata comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri il quale, sentiti il Ministro per gli affari regionali e il Ministro dell’interno, adotta il provvedimento che accerta la sospensione. Tale provvedimento è notificato, a cura del prefetto del capoluogo della Regione, al competente consiglio regionale per l’adozione dei conseguenti adempimenti di legge. Per la regione siciliana e la regione Valle d’Aosta le competenze di cui al presente articolo sono esercitate, rispettivamente, dal commissario dello Stato e dal presidente della commissione di coordinamento; per le province autonome di Trento e di Bolzano sono esercitate dai rispettivi commissari del Governo. Per la durata della sospensione al consigliere regionale spetta un assegno pari all’indennità di carica ridotta di una percentuale fissata con legge regionale.
  5. La sospensione cessa nel caso in cui nei confronti dell’interessato venga meno l’efficacia della misura coercitiva di cui al comma 1, ovvero venga emessa sentenza, anche se non passata in giudicato, di non luogo a procedere, di proscioglimento o di assoluzione o provvedimento di revoca della misura di prevenzione o sentenza di annullamento ancorché con rinvio. In tal caso la sentenza o il provvedimento di revoca devono essere pubblicati nell’albo pretorio e comunicati alla prima adunanza dell’organo che ha proceduto all’elezione, alla convalida dell’elezione o alla nomina.
  6. Chi ricopre una delle cariche indicate all’articolo 7, comma 1, decade da essa di diritto dalla data del passaggio in giudicato della sentenza di condanna o dalla data in cui diviene definitivo il provvedimento che applica la misura di prevenzione.

(Art. 9, D.lgs. n. 235/2012 - Cancellazione dalle liste per incandidabilità)

  1. In occasione della presentazione delle liste dei candidati per le elezioni del presidente della regione e dei consiglieri regionali, oltre alla documentazione prevista dall’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, e dall’articolo 1, commi 3 e 8, della legge 23 febbraio 1995, n. 43, o prevista dalle relative disposizioni delle leggi elettorali regionali, ciascun candidato rende, unitamente alla dichiarazione di accettazione della candidatura, una dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell’articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni, attestante l’insussistenza delle cause di incandidabilità di cui all’articolo 7.
  2. Gli uffici preposti all’esame delle liste dei candidati, entro il termine previsto per la loro ammissione, cancellano dalle liste stesse i nomi dei candidati per i quali manca la dichiarazione sostitutiva di cui al comma 1 e dei candidati per i quali venga comunque accertata, dagli atti o documenti in possesso dell’ufficio, la sussistenza di alcuna delle predette condizioni di incandidabilità.
  3. Per i ricorsi avverso le decisioni di cui al comma 2 trova applicazione l’articolo 129 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
  4. Qualora la condizione di incandidabilità sopravvenga o sia accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2, la condizione stessa viene rilevata, ai fini della mancata proclamazione, dagli uffici preposti alla proclamazione degli eletti.

(Art. 14, D.lgs. n. 235/2012 - Incandidabilità nelle regioni a statuto speciale e province autonome)

  1. Le disposizioni in materia di incandidabilità del presente testo unico si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

(Art. 15, D.lgs. n. 235/2012 - Disposizioni comuni)

  1. L’incandidabilità di cui al presente testo unico opera anche nel caso in cui la sentenza definitiva disponga l’applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale.
  2. L’incandidabilità disciplinata dal presente testo unico produce i suoi effetti indipendentemente dalla concomitanza con la limitazione del diritto di elettorato attivo e passivo derivante dall’applicazione della pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici o di una delle misure di prevenzione o di sicurezza di cui all’articolo 2, lettera b) e c), del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223.
  3. La sentenza di riabilitazione, ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale, è l’unica causa di estinzione anticipata dell’incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo. La revoca della sentenza di riabilitazione comporta il ripristino dell’incandidabilità per il periodo di tempo residuo.
  4. L’incandidabilità disciplinata dagli articoli 7, comma 1, lettera f) e 10, comma 1, lettera f), si estingue per effetto del procedimento di riabilitazione previsto dall’articolo 70 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

(Art. 16, D.lgs. n. 235/2012 - Disposizioni transitorie e finali)

  1. Per le incandidabilità di cui ai Capi I e II, e per quelle di cui ai Capi III e IV non già rinvenibili nella disciplina previgente, la disposizione del comma 1 dell’articolo 15 si applica alle sentenze previste dall’articolo 444 del codice di procedura penale pronunciate successivamente alla data di entrata in vigore del presente testo unico.
  2. Le disposizioni di cui al presente testo unico, limitatamente a quelle previste per l’accertamento dell’incandidabilità in fase di ammissione delle candidature, per la mancata proclamazione, per i ricorsi e per il procedimento di dichiarazione in caso di incandidabilità sopravvenuta, si applicano anche alle incandidabilità, non derivanti da sentenza penale di condanna, disciplinate dagli articoli 143, comma 11, e 248, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Attestazione circa l’insussistenza di cause di incandidabilità alle cariche elettive regionali/provinciali

Unitamente al rilascio della dichiarazione di accettazione della candidatura, ciascun candidato/ciascuna candidata deve rilasciare una dichiarazione sostitutiva attestante l’insussistenza di cause di incandidabilità alle cariche elettive regionali/provinciali, corredata di copia fotostatica di un documento di identità.

La mancanza della dichiarazione sostitutiva comporta la cancellazione del nominativo del candidato/della candidata dalla lista di candidati!

A seguire le cause di ineleggibiltà alla carica di consigliere provinciale

(B) Cause di ineleggibilità

(articolo 8 della legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14)

  1. Le cause di ineleggibilità previste dal presente articolo comportano l’annullamento della proclamazione e la dichiarazione di decadenza dal mandato della persona interessata.
  2. Non sono eleggibili alla carica di consigliere provinciale:
    1. i membri del Governo ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 20 luglio 2004, n. 215, e i commissari del Governo per le province di Bolzano e Trento, i questori di Bolzano e di Trento e i funzionari di pubblica sicurezza che esercitano le loro funzioni nel territorio delle province di Bolzano e di Trento;
    2. i sindaci dei comuni della provincia con popolazione superiore ai 20.000 abitanti;
    3. i magistrati addetti alla giustizia ordinaria, amministrativa e contabile nonché i giudici di pace, che hanno giurisdizione nei territori delle province di Bolzano e di Trento;
    4. gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle forze armate dello Stato, che hanno il comando territoriale nelle province di Bolzano e Trento;
    5. gli ecclesiastici e i ministri di culto, che nel territorio delle province di Bolzano e Trento hanno giurisdizione ecclesiastica e cura di anime nonché coloro che ne fanno ordinariamente le veci;
    6. il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, ai sensi della legge provinciale 5 marzo 2001, n. 7, e successive modifiche, che rinvia al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502;
    7. il difensore civico;
    8. i dipendenti della Regione o della Provincia di Bolzano che rivestono qualifiche dirigenziali o che – comunque – siano preposti a servizi od uffici delle amministrazioni stesse nonché il segretario generale e il direttore generale del comune di Bolzano;
    9. coloro che, per fatti compiuti allorché erano amministratori o dipendenti della Regione o delle Province di Bolzano o di Trento oppure di istituti, agenzie o aziende da esse dipendenti o vigilati, sono stati dichiarati responsabili verso l’ente, istituto, agenzia o azienda con sentenza passata in giudicato e non hanno ancora estinto il debito;
    10. coloro che non hanno reso il conto finanziario o di amministrazione di una gestione riguardante la Regione o le Province di Bolzano o di Trento;
    11. il garante per l’infanzia e l’adolescenza;
    12. il presidente del Comitato provinciale per le comunicazioni.
  3. La causa di ineleggibilità di cui al comma 2, lettera b), non ha effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni presentate non oltre l’ultimo giorno fissato per la presentazione delle candidature.
  4. Le cause di ineleggibilità di cui al comma 2, lettere a), c), d), e), h), k) ed l) non hanno effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni presentate, revoca dell’incarico, trasferimento o richiesta di collocamento in aspettativa intervenuti non oltre l’ultimo giorno fissato per la presentazione della candidatura. Le cause di ineleggibilità di cui al comma 2, lettera f) e g), non hanno effetto se l’interessato cessa dalle funzioni entro il termine previsto dalle rispettive leggi.
  5. L’aspettativa è richiesta per il periodo intercorrente fra la data di accettazione della candidatura e la data delle elezioni ed è disciplinata dall’ordinamento dell’ente dal quale l’interessato dipende.
  6. La pubblica amministrazione è tenuta ad adottare i provvedimenti conseguenti alle domande di dimissioni o collocamento in aspettativa dell’interessato entro cinque giorni dalla presentazione della richiesta. Ove l’amministrazione non provveda, la domanda di dimissioni o aspettativa, accompagnata dall’effettiva cessazione dalle funzioni, ha effetto, ai fini della presente legge, dal quinto giorno successivo alla presentazione.
  7. Per cessazione dalle funzioni s’intende l’effettiva astensione da ogni atto inerente l’ufficio rivestito.

A seguire le cause di incompatibilità con la carica di consigliere provinciale

(C) Cause di incompatibilità

(articolo 9 della legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14)

  1. La sussistenza delle cause di incompatibilità previste dal presente articolo, sia che esistano al momento della elezione, sia che sopravvengano ad esso, comporta la dichiarazione di decadenza dal mandato della persona interessata qualora non siano rimosse ai sensi del comma 4.
  2. Non sono compatibili con la carica di consigliere provinciale le seguenti cariche e funzioni:
    1. di Capo dello Stato, di membro del Parlamento europeo o della Commissione europea, della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, di altro Consiglio provinciale o regionale o altra Giunta regionale o provinciale;
    2. di magistrato addetto alla giustizia ordinaria, amministrativa e contabile, di giudice di pace nonché di giudice della Corte Costituzionale e di componente del Consiglio superiore della magistratura e del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e del Consiglio di presidenza della Corte dei conti;
    3. di sindaco, di assessore o di consigliere di un comune delle Province di Bolzano e di Trento;
    4. di presidente, di assessore o di consigliere di un ente territoriale del territorio delle Province di Bolzano e di Trento;
    5. di dipendente di un ente pubblico;
    6. di presidente, di componente del consiglio di amministrazione, di rappresentante legale o di dipendente di un ente strumentale della Regione o delle Province di Bolzano e di Trento;
    7. di presidente, di componente del consiglio di amministrazione, di rappresentante legale, di direttore o di colui che ricopre una funzione di responsabilità equivalente alle funzioni citate comunque denominata, di:
      1. una società con capitale maggioritario della Regione o delle Province di Bolzano e di Trento;
      2. un ente, istituto, agenzia, associazione o società sottoposti alla vigilanza e al controllo della Regione o delle Province di Bolzano e di Trento;
      3. un ente, istituto, agenzia o società a cui la Regione o le Province di Bolzano e di Trento corrispondano sussidi, sovvenzioni o contributi per il finanziamento prevalente per l’amministrazione o la gestione ordinaria;
      4. un istituto bancario che svolga per conto della Regione o delle Province di Bolzano e di Trento il servizio di tesoriera;
      5. un ente, istituto, agenzia, società o un’impresa che gestisce un pubblico servizio per conto della Regione o delle Province di Bolzano o di Trento o che gestisce ed eroga nell’interesse della Regione o delle Province servizi, somministrazioni o appalti;
      6. un’organizzazione sindacale o datoriale a livello provinciale;
    8. di consulente legale, amministrativo e tecnico che presti opera in modo continuativo in favore degli enti, istituti, agenzie, associazioni e società di cui alla lettera g) o in favore della Provincia di Bolzano e di Trento o della Regione;
    9. di componente del Comitato provinciale per le comunicazioni;
    10. di componente del Consiglio dei Comuni;
    11. di componente del consiglio camerale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bolzano e di Trento;
    12. di colui che ha lite pendente, in quanto parte in un procedimento civile o amministrativo, con la Regione o con le Province di Bolzano e di Trento. Le disposizioni della presente lettera non si applicano alle azioni compiute dai consiglieri nell’esercizio del loro mandato. La pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità.
  3. Non è infine compatibile con la carica di consigliere provinciale una condizione di ineleggibilità prevista dalla presente legge, in cui l’interessato viene a trovarsi nel corso del proprio mandato.
  4. I consiglieri provinciali per i quali esista o si determini una delle cause di incompatibilità previste dalla presente legge decadono dal mandato, qualora non abbiano rassegnato le dimissioni dalla carica incompatibile o non abbiano presentato richiesta di collocamento in aspettativa, cessando dall’esercizio delle funzioni, prima della convalida della elezione a consigliere o entro il termine e con le modalità indicate dal regolamento interno del Consiglio provinciale che disciplina la procedura per la convalida degli eletti.
  5. La cessazione delle funzioni comporta l’effettiva astensione da ogni atto inerente all’ufficio rivestito.
  6. (…)
  7. Le cause di incompatibilità elencate al comma 2 non trovano applicazione qualora si tratti di enti, istituti, agenzie, associazioni o società oppure di cooperative o consorzi di cooperative iscritti nei pubblici registri, aventi per esclusivo scopo, senza fini di lucro, attività culturali, assistenziali, di culto, di protezione civile, volontaria ricreative e sportive.

Eccezioni

(articolo 8, comma 8, e articolo 9, comma 6, della legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14)

Non costituiscono cause di ineleggibilità e di incompatibilità gli incarichi e le funzioni esercitati dal presidente della Provincia, dai consiglieri provinciali e dai componenti della Giunta provinciale o regionale in virtù di una norma di legge, di statuto o di regolamento, in espletamento del mandato elettivo.

Accertamento delle cause

L’istruttoria e l’accertamento delle cause di ineleggibilità e di incompatibilità sono di competenza della commissione di convalida del Consiglio provinciale.

Deposito dei contrassegni e presentazione delle liste di candidati

I contrassegni di lista vanno presentati presso la Segreteria generale dell'amministrazione provinciale (Ufficio affari istituzionali), palazzo I della Provincia, stanza n. 214, nelle giornate del 28 e del 29 agosto 2018 dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00. Il deposito è obbligatorio.

Le liste dei candidati vanno presentate presso la Segreteria generale nelle giornate del 31 agosto, 1 settembre, 3 settembre dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00, nonché nella giornata del 4 settembre 2018 dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Il deposito deve essere effettuato dal segretario regionale o provinciale del partito o del raggruppamento politico. In caso di mancanza, assenza o impedimento di questi, il deposito è effettuato dal rispettivo presidente regionale o provinciale o da persona da loro incaricata con mandato autenticato da notaio, da un giudice di pace o dal segretario comunale.
Qualora tali organi (segretario o presidente) non fossero previsti dagli statuti dei partiti o dei raggruppamenti politici, o per qualsiasi motivo essi non fossero in carica, il deposito può essere effettuato o il relativo mandato può essere conferito dal dirigente regionale o provinciale del partito o del raggruppamento politico.

La carica dei depositanti rispettivamente dei mandanti deve essere comprovata:

  • nel caso di organizzazione nazionale, con un’attestazione del rispettivo segretario o presidente nazionale;
  • nel caso di organizzazione locale, con l’estratto autenticato del relativo verbale di nomina.

Il contrassegno deve essere riprodotto in triplice esemplare, anche colorato, su foglio bianco formato protocollo. Il contrassegno va depositato anche in forma digitale.

Non sono ammessi:

  • contrassegni identici o confondibili con quelli presentati in precedenza ed ammessi al deposito;
  • contrassegni identici o confondibili con quelli che riproducono simboli usati tradizionalmente da altri partiti o raggruppamenti politici (vedasi a tal proposito Cons. St., sez. V,13 maggio 2003, n. 1869; Cons. St., sez. V, 26 marzo 1999, n. 344; TAR Veneto, sez. I, 2 ottobre 1998, n. 1590);
  • contrassegni che riproducono simboli o elementi caratterizzanti di simboli che, per essere usati tradizionalmente da partiti o raggruppamenti politici presenti in Consiglio provinciale, possono trarre in errore l’elettore;
  • contrassegni che riproducono simboli o soggetti di natura religiosa.

Qualora venissero presentati contrassegni siffatti, al depositante sarà assegnato il termine di 24 ore per la presentazione di un nuovo contrassegno.

Contestualmente al deposito del contrassegno, i partiti o i raggruppamenti politici devono designare un rappresentante effettivo e un rappresentante supplente, con l’incarico di effettuare la presentazione delle liste dei candidati e dei relativi documenti.

A riprova dell’avvenuto deposito è rilasciata ai presentatori una dichiarazione scritta datata sul retro di un esemplare del contrassegno depositato.

Al depositante è consegnata una chiavetta USB, su cui salvare una versione grafica del contrassegno ed inserire una versione digitale della lista dei candidati. Il supporto informatico - contenente i file richiesti - dovrà essere restituito alla Segreteria generale in sede di deposito della lista di candidati.

I contrassegni verranno poi riprodotti su un manifesto digitale, che verrà reso noto attraverso la pubblicazione sull’albo digitale di ogni comune.

I simboli sono riprodotti in senso orizzontale, secondo l’ordine stabilito mediante sorteggio. A tale sorteggio, effettuato presso la Segreteria generale, palazzo I della Provincia, possono assistere, su richiesta, i rappresentanti dei partiti o raggruppamenti politici che hanno depositato il contrassegno.

Candidati e candidate e liste

La dichiarazione di presentazione della lista deve contenere una lista di candidati con un numero di candidati e candidate non inferiore a 12 e non superiore a 35. I candidati/Le candidate devono essere indicati/e con cognome, nome, luogo e data di nascita, sesso e gruppo linguistico di appartenenza ed eventualmente con soprannome o nome volgare e contrassegnati da numeri arabi progressivi.
Per le candidate può essere indicato solo il cognome da nubile o può essere aggiunto o anteposto il cognome del marito. Chi ha costituito un’unione civile e ivi dichiarato di voler assumere un cognome comune ai sensi dell’articolo 1, comma 10, della legge 20 maggio 2016, n. 76, può anteporre o posporre il cognome comune.

In nessuna lista un genere (uomo/donna) potrà essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati complessivamente indicati.
Nessuna persona può essere candidata alla carica di consigliere provinciale in più di una lista.
La dichiarazione di presentazione della lista deve contenere altresì la descrizione succinta del contrassegno che identifica la lista.

Sottoscrizioni

I partiti o raggruppamenti politici che nelle ultime elezioni provinciali o elezioni per il Parlamento italiano o Parlamento Europeo abbiano ottenuto almeno un seggio con proprio e identico contrassegno non debbono procedere alla raccolta di sottoscrizioni. In tal caso la dichiarazione di presentazione della lista deve essere sottoscritta dal segretario regionale o provinciale o, in caso di mancanza, assenza o impedimento, dal presidente regionale o provinciale del partito o raggruppamento politico o da persona da loro incaricata con mandato autenticato (da notaio, da un giudice di pace o dal segretario comunale).
Qualora tali organi non fossero previsti dai rispettivi statuti o per qualsiasi ragione non fossero in carica, la sottoscrizione è effettuata o il relativo mandato può essere conferito dal dirigente regionale o provinciale del partito o del raggruppamento politico.
Anche in tale sede la carica dei depositanti o eventualmente dei mandanti deve essere comprovata, secondo le stesse modalità richieste per il deposito dei contrassegni.
La sottoscrizione deve essere autenticata.

Le liste dei candidati presentate da un nuovo partito o raggruppamento ovvero presentate da partiti o raggruppamenti politici che nelle ultime elezioni provinciali o elezioni per il Parlamento italiano o Parlamento Europeo non hanno ottenuto almeno un seggio con proprio e identico contrassegno, devono essere sottoscritte da non meno di 400 e non più di 600 elettori aventi diritto di voto per l’elezione del Consiglio provinciale.

Ciascun elettore può sottoscrivere una sola dichiarazione di presentazione di lista di candidati.

I sottoscrittori devono essere indicati con cognome, nome, luogo e data di nascita e, per ciascuno, deve essere indicato il comune della provincia di Bolzano nelle cui liste elettorali risulta iscritto.

La firma dei sottoscrittori deve essere autenticata dai soggetti e con le modalità di cui all’articolo 14 della legge n. 53 del 1990.

L'autenticazione deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive. Dovranno essere indicati, inoltre, le modalità di identificazione, la data ed il luogo della autenticazione, il nome e cognome del pubblico ufficiale nonché la relativa qualifica; infine, dovranno essere apposti la firma per esteso del pubblico ufficiale ed il timbro dell'ufficio.

Ulteriori documenti da allegare
  1. Unitamente alla dichiarazione di presentazione della lista dei candidati devono essere presentati i certificati rilasciati dal comune, anche cumulativamente, attestanti che i soggetti firmatari sono iscritti nelle liste elettorali del comune e sono in possesso del requisito residenziale per l’esercizio del diritto di voto per l’elezione del consiglio provinciale. Il possesso del requisito residenziale deve risultare esplicitamente dal certificato.
  2. Con la lista dei candidati va presentato il relativo contrassegno, anche colorato, in triplice esemplare, su foglio bianco formato protocollo e contenuto in un cerchio di cm 10 di diametro, uguale a quello già depositato ed ammesso; vanno presentati anche 3 esemplari del contrassegno contenuto in un cerchio di 2 cm di diametro.
  3. Per ciascun candidato vanno inoltre presentati:
    1. apposita dichiarazione di accettazione della candidatura. La firma per accettazione della candidatura deve essere autenticata dai soggetti e con le modalità di cui all’articolo 14 della legge n. 53 del 1990 e cioè l'autenticazione deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive. Dovranno essere indicati, inoltre, le modalità di identificazione, la data ed il luogo della autenticazione, il nome e cognome del pubblico ufficiale nonché la relativa qualifica; infine, dovranno essere apposti la firma per esteso del pubblico ufficiale ed il timbro dell'ufficio;
    2. il certificato, rilasciato dal comune, attestante l’iscrizione nelle liste elettorali di un comune della Provincia a partire dalla data del 22/08/2018
    3. il certificato di appartenenza o aggregazione al gruppo linguistico;
    4. unitamente al rilascio della dichiarazione di accettazione della candidatura, ciascun candidato deve rilasciare una dichiarazione sostitutiva attestante l’insussistenza di cause di incandidabilità alle cariche elettive regionali/provinciali, corredata di copia fotostatica di un documento di identità.
    5. Infine deve essere restituita la chiavetta USB con la versione grafica del contrassegno e la versione digitale della lista di candidati!
Soggetti autorizzati ad eseguire autenticazioni ai sensi dell’articolo 14 legge n. 53 del 1990

A seguire si riportano in particolare quelle categorie di soggetti, la cui autorizzazione ad effettuare le operazioni di autentica delle sottoscrizioni nell’ambito del procedimento elettorale provinciale risulta chiaramente confermata dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato:

  • notai,
  • giudici di pace,
  • cancellieri e collaboratori delle cancellerie delle Corti d’appello e dei tribunali,
  • segretari delle procure della Repubblica,
  • presidenti delle province,
  • sindaci,
  • assessori provinciali,
  • presidenti dei consigli provinciali,
  • segretari comunali e provinciali,
  • funzionari incaricati dal presidente della Provincia,
  • consiglieri provinciali che comunichino la propria disponibilità al Presidente della Provincia.

Le sottoscrizioni e le relative autenticazioni sono nulle se anteriori al 180. giorno precedente il termine fissato per la presentazione delle candidature.

L’autenticazione
Presenza del sottoscrittore

L’autenticazione consiste nella attestazione della genuinità della firma e presuppone l’identificazione del sottoscrittore; è pertanto necessario che la firma sia apposta alla presenza del pubblico ufficiale che ne esegue l’autenticazione.

Come si identifica il sottoscrittore

L’autenticazione della firma è effettuata solo a seguito dell’identificazione del sottoscrittore, la cui identità deve essere accertata tassativamente con una delle seguenti modalità:

  1. esibizione di un idoneo documento di identificazione. È considerato idoneo documento di identificazione non solo la carta di identità, ma anche ogni altro documento rilasciato da una pubblica amministrazione che riporti le generalità anagrafiche del titolare e una sua fotografia e che sia quindi atto a consentire l’accertamento dell’identità ed il riconoscimento del sottoscrittore. Il D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 prevede che quando viene richiesto un documento di identità, esso possa sempre essere sostituito da un documento di riconoscimento equipollente, quale il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d'armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un’Amministrazione dello Stato.
    Pertanto non risultano idonei all’identificazione i documenti privi di fotografia (es. tesserini o certificati di attribuzione del numero di codice fiscale).
    Nel caso di identificazione attraverso un documento di identificazione, nell’attestazione devono essere riportati l’indicazione del tipo di documento e gli estremi del documento medesimo.
  2. conoscenza personale diretta da parte del pubblico ufficiale. Il pubblico ufficiale dovrà attestare di aver identificato il sottoscrittore attraverso conoscenza diretta e dovrà specificare, anche in tale ipotesi, i dati (cognome, nome, luogo e data di nascita) che individuano la persona del sottoscrittore.
    Le modalità di identificazione utilizzate devono essere espressamente indicate nella formula dell’autentica. Ciò significa che se l’autenticazione è effettuata cumulativamente per più sottoscrizioni, la formula utilizzata dal pubblico ufficiale per l’attestazione deve dare chiaramente e specificatamente conto delle diverse modalità di identificazione utilizzate per ciascun sottoscrittore.

Nell’ipotesi in cui le sottoscrizioni siano autenticate in parte attraverso documento di identificazione, in parte attraverso conoscenza diretta per l’autenticazione può essere utilizzata una formula del seguente tenore: “Attesto che i sottoscrittori sopra indicati, identificati attraverso i documenti di identificazione o per conoscenza personale, secondo quanto a fianco di ciascuno riportato, hanno apposto la firma in mia presenza”.

Generalità del pubblico ufficiale

Il pubblico ufficiale, nell’ambito dell’attestazione, deve specificare la data ed il luogo nei quali viene effettuata l’autenticazione, nonché il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita. Deve inoltre apporre di seguito la propria firma e il timbro dell'ufficio.

Ciò significa che per una corretta autenticazione non è sufficiente la firma del soggetto autenticante, in quanto, per renderne chiaramente verificabili identità e poteri certificatori, risulta necessaria l’indicazione per esteso e con calligrafia leggibile (nel caso in cui non siano utilizzati mezzi meccanici di scrittura) della sua identità, nonché dell’ufficio ricoperto.

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Normativa

Elenco delle leggi e delle circolari in materia elettorale

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Info per i Comuni

Adempimenti

In data 22 agosto sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige il decreto del Presidente della Provincia, con il quale si individua il giorno 21 ottobre 2018 come data per lo svolgimento delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano

Al riguardo si ritiene opportuno rammentare che le procedure per lo svolgimento della citata tornata elettorale sono riportate nella legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14, la quale in parte rinvia alla legge regionale 8 agosto 1983, n. 7, e successive modifiche

I singoli adempimenti amministrativi con i relativi termini nonché i modelli da utilizzarsi sono indicati dal Consorzio dei Comuni in via telematica

Materiale messo a disposizione dalla Provincia per ciascuna sezione

L’amministrazione provinciale mette a disposizione di ciascun ufficio elettorale di sezione il seguente materiale:

  1. tre copie del manifesto recante le liste dei candidati, una delle quali deve restare a disposizione dell’ufficio elettorale di sezione e le altre devono essere affisse nella sala della votazione;
  2. due copie dei manifesti recanti rispettivamente le principali norme per la votazione e le principali sanzioni penali;
  3. una copia delle istruzioni per gli uffici elettorali di sezione con le disposizioni di legge;
  4. le schede di voto;
  5. due copie della tabella di scrutinio;
  6. una copia del verbale delle operazioni elettorali;
  7. i registri (maschile e femminile) delle tessere elettorali;
  8. le liste aggiunte per le sezioni ospedaliere, i seggi speciali e gli uffici elettorali distaccati;
  9. il plico sigillato contenente il timbro di sezione;
  10. il restante materiale di cancelleria, incluse le buste grandi per il plico n. 2 ed il plico n. 3 e la busta da recapitare al Comune;
  11. il palmare per la trasmissione digitale dei dati.

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Scadenze

  • 22.08.2018

    Decreto di indizione delle elezioni: pubblicazione in data 22.08.2018, trasmissione ai comuni ed al Commissariato del Governo via mail

  • 28.08.2018

    Deposito dei contrassegni nelle giornate del 28 e 29 agosto (54° e 53° giorno antecedente la votazione)

  • 31.08.2018

    Il manifesto recante i contrassegni viene reso noto entro il 51° giorno antecedente la votazione (entro il 31.08.2018)

  • 31.08.2018

    Presentazione delle liste di candidati nelle giornate del 31 agosto, 1 settembre, 3 settembre ed entro le ore 12.00 del 4 settembre (tra il 51° e le ore 12.00 del 47° giorno antecedente la votazione)

  • 06.09.2018

    Manifesto di convocazione dei comizi elettorali: pubblicazione in data 06.09.2018, i manifesti vengono affissi dai comuni

  • 06.09.2018

    Entro il 06.09.2018 (45° giorno antecedente la votazione) gli elettori RESIDENTI ALL’ESTERO presentano al comune di iscrizione la richiesta per l’esercizio del voto in provincia, direttamente presso la sezione elettorale

    Entro il 06.09.2018 (45° giorno antecedente la votazione) gli elettori TEMPORANEAMENTE DIMORANTI FUORI PROVINCIA presentano al comune di iscrizione la richiesta per l’esercizio del “voto per corrispondenza”

  • 11.09.2018

    Presentazione della richiesta di ammissione al voto domiciliare al comune tra il 40° ed il 20° giorno antecedente la votazione (11.09.2018 – 01.10.2018)

  • 26.09.2018

    Seduta pubblica per il sorteggio dei componenti degli uffici elettorali di sezione tra il 25° ed il 20° giorno antecedente la votazione (11.09.2018 – 01.10.2018)

  • 06.10.2018

    Il manifesto recante le candidature viene affisso entro il 15° giorno antecedente la votazione (entro il 06.10.2018)

  • 16.10.2018

    Gli uffici elettorali comunali sono aperti dal 16 ottobre al 20 ottobre e nella giornata del 21 ottobre per tutta la durata delle votazioni

  • 18.10.2018

    Presentazione al comune di iscrizione della dichiarazione per l’esercizio del voto in ospedale, nei luoghi di cura o detenzione entro il 3° giorno antecedente la votazione (entro il 18.10.2018)

  • 19.10.2018

    Ricezione delle buste contenenti le schede del voto per corrispondenza entro e non oltre il venerdì antecedente le elezioni (entro il 19.10.2018)

  • 21.10.2018

    Votazioni dalle ore 7.00 alle ore 21.00.
    Chiusura delle votazioni alle ore 21.00 del 21.10.2018

  • 21.10.2018

    Scrutinio subito dopo la chiusura delle votazioni (21.10.2018)

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